Archivi categoria: Articoli

Come guadagnare su YouTube?

La domanda che molti youtuber si fanno è “ma come faccio a guadagnare con il mio canale?”.

In questo articolo ti mostro come guadagnare con youtube, premetto che questo metodo non ti aiuterà a diventare ricco, bensì avere un guadagno medio di 50€ al mese. Vivere utilizzando YouTube è molto difficile e persone che riescono a farlo sono molto poche. Fare lo YouTuber è un lavoro molto impegnativo e per iniziare una “carriera” su YouTube serve molta pazienza e voglia di fare.

 

Per prima cosa apriamo un canale, una volta fatto dovremo iniziare a fare video, perciò bisognerà sapere di cosa parlare nel canale youtube (Gaming, tutorial,design ecc.).

Il materiale è l’unica parte che dovremo pagare, oltre a quello dovrebbe essere tutto gratis.

Il materiale che consiglio è:

 

Una videocamera (possibilmente in HD) — 50€

Una cavalletto — 30€

Un computer (editing) — 350€

 

Dopo aver acquistato questi componenti basterà creare il vostro video; per esempio un vlog.

Una volta finito il vlog andremo ad editarlo. Per iniziare consiglio di utilizzare un software come camtasia studio o per chi avesse mac osx iMovie. Una volta diventati esperti potremmo passare a Sony Vegas Pro.

 

Arrivati al traguardo di almeno 500 iscritti e con circa 600-700 visualizzazioni per ogni video avremo la possibilità di creare una partnership o collaborazione con YouTube stessa o una network. Io personalmente sconsiglio di fare una partnership con youtube dato che non da un buon guadagno.

Infatti consiglio a tutti gli youtuber di entrare in una network (esempio. freedom! machinima, tgn ecc.)

 

La differenza tra queste partnership è che ognuna da una percentuale di guadagno diversa. Esempio: partner1 offre il 60/40 split di guadagno per ogni 1000 visualizzazioni. la partner2 invece offre il 70/30 split di guadagno per ogni 1000 visualizzazioni. Ciò stabilisce che la partner2 è più conveniente che la partner1. Per ogni 1000 visualizzazioni circa farete 2-3€. Tutto dipende da vari fattori.
Fonte: monetizzare.com

Il Nordest porta a New York la sua “Innovetion Valley”

Il primo firmatario del manifesto è Renzo Rosso, geniale creatore della Diesel. Seguono diversi imprenditori, tutti piazzati nell’area nordestina, o meglio, in quella che hanno ribattezzato l’Innovetion (sì, proprio con la e) Valley.
Creatività, Innovazione e Contemporaneità sono le parole d’ordine di un progetto di pianificazione del territorio nato a Nordest ma pronto per sbarcare a New York. “Il 16 febbraio saremo all’Istituto Italiano di Cultura a presentare il nostro manifesto”, spiega Cristiano Seganfreddo: “Innovetion Valley non è un’associazione, ma una piattaforma open source che dichiara il Nordest come cuore dell’industria creativa globale.” E lo dichiara soprattutto al Nordest, che per varie incapacità di ordine istituzionale “non è mai riuscito a raccontarsi per quello che è”, né al di fuori, né al di dentro.
“Il Nordest d’Italia è il territorio a più alta densità di innovazione e creatività per metro quadro al mondo” proclama il manifesto degli innovators nordestini. Dietro di loro c’è “una concertazione di ambito istituzionale che ha coinvolto regioni, province, camere di commercio, e ciò permette di dare al progetto un valore politico. E poi ci sono grandi imprenditori, stakeholder industriali e culturali, che lavorano insieme”.

Continua a leggere l’articolo su Affari e Finanza di Repubblica


Un premio per gli “scienziati dell’industria”


Sarà la città di Edimburgo a fare da cornice il 30 gennaio al premio Finmeccanica per il progetto più innovativo presentato dalle aziende del gruppo. Pensare il futuro traendo dal laboratorio del possibile i progetti più innovativi e realizzarli, è lo scopo del premio, giunto alla sesta edizione, appuntamento per valorizzare le attività di ricerca dei dipendenti. E’ l’innovazione la strategia per guadagnare competitività: il gruppo investe il 14% dei ricavi in R&S. L’importanza del premio è confermata dal numero di proposte passato dalle 320 del 2004 alle 976 del 2008, di cui 72 giunte in finale, con un totale di 3.000 proposte nelle varie edizioni e 15.000 persone coinvolte. Esperimenti, prototipi e idee nascono da comunità tecnologiche e network di innovazione nell’ambito di quali robotica, aerospazio, difesa, microchip. Elemento unificante è il concept Mindsh@re per la costituzione di brain trust, con una sinergia permanente di intelligenza e conoscenze, all’interno dei quali le persone condividano strategie su prodotti e processi. Sono sette i “laboratori Mindsh@re”: Radar, Homeland Security, Software & Capability Maturity Model Integration, Materials, Simulation for Training, Integrated Environment for Design&Development, Logistics & Services.

Continua a leggere l’articolo di STEFANIA MARTANI su Affari e Finanza di Repubblica

 

 


Babelgum, la tv mobile è pronta per l’America


La Internet tv sta uscendo dal pc ma prende due direzioni opposte: verso il televisore sui collegamenti a banda larga sulla rete fissa; verso gli smartphone nel caso della banda larga wireless. E se la crescita dell’Iptv è ormai un dato di fatto registrato su tutti i mercati, la novità viene dalla tv sui terminali mobili. E la novità si chiama Babelgum: la Web Tv ideata da Silvio Scaglia e guidata da Valerio Zingarelli che da meno di un mese ha lanciato in Italia e in Gran Bretagna la sua versione per i telefonini.
Si autodefinisce una «no pay» tv sul mobile e ha obiettivi e un modello di business completamente diversi da quanto visto fin qui in termine di tv sui cellulari. Fin qui parlando di «mobile tv» si è parlato di Dvbh: che utilizza le frequenze della normale tv digitale terrestre e viene ricevuta solo sui terminali attrezzati con un apposito chip. Nel Dvbh, così come lo hanno lanciato Tre, Vodafone e Tim (ma è così anche negli altri mercati) si vedono fondamentalmente dei canali come quelli del televisore di casa. E di fatto sono più o meno anche gli stessi: Rai, Mediaset, i tg di Sky, più qualche assemblaggio ad hoc (la Tre ha un canale tutto suo), ma in sostanza sono palinsesti quotidiani sui quali di quando in quando si possono inserire anche singoli eventi.
Il modello scelto da Scaglia e Zingarelli è invece più simile ad Internet e, in qualche modo, a YouTube.

 

Continua a leggere l’articolo di STEFANO CARLI sul supplento di Affari e Finanza di Repubblica