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Il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia al salone internazionale delle biotecnologie di Atlanta

Il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia parteciperà all’incontro annuale dell’AURP (Associazione dei Parchi di Ricerca Universitari) e alla Bio International Convention, che si terranno negli Stati Uniti, ad Atlanta, dal 15 al 22 maggio, per presentarsi ad una platea internazionale di investitori. L’evento sarà il più grande finora organizzato nel campo, con oltre 2.200 espositori provenienti da 60 Paesi, e 20.000 tra operatori, ricercatori e esperti di scienze della vita, energia, agroindustria. Il PST Sicilia sarà nel cluster dei parchi scientifici italiani. “bio” (www.biodirectory.it ), insieme con Area Science Park di Trieste, Bioindustry Park Canavese, Biomedical Science Park San Raffaele di Milano, Insubrias Biopark di Varese, Parco Tecnologico Padano di Lodi, Parco Scientifico della Sardegna e Toscana Life Sciences. Un’iniziativa incoraggiata da APSTI (l’Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani) e da Assobiotec.

A differenza degli altri, il Parco Scientifico, unico rappresentante del Sud, presenterà prodotti e soluzioni nel comparto delle biotecnologie ‘verdi’, sviluppate in piante e microrganismi, in collaborazione con Università di Catania, CNR e piccole imprese. “Al di là dei prodotti – afferma il presidente del PST Sicilia, Antonino Catara – obiettivo principale è quello di presentare agli investitori internazionali le opportunità offerte dal nostro territorio, in termini di know-how, competenze e agevolazioni.

Il comparto delle biotecnologie nell’ Etna Valley è vivace da alcuni anni nei laboratori di ricerca e, seppur ancora in nuce, si va diffondendo nelle imprese. Alcune di esse sono già impegnate nel settore”. “Al Nord – prosegue la coordinatrice del PST Sicilia, Nicoletta Paparone – l’industria delle biotecnologie è in fortissima crescita, mentre in Sicilia il settore è rimasto pressoché lo stesso. E questo sorprende perché esistono davvero tante competenze diffuse sul territorio, nelle Università, nei laboratori di ricerca pubblici e privati, che attendono di essere valorizzate”. “È mancata finora – prosegue Catara – un’attenzione politica verso questo settore, un’azione decisa a favore dell’attrazione di capitali e dello start-up. Questo è già avvenuto anni fa nella microelettronica, e lo stesso si può fare per le biotecnologie. Ma occorre creare le condizioni” “Già alcune aziende che fanno ricerca presso la nostra sede etnea – spiega Paparone –– accedono alla strumentazione di laboratorio e collaborano con i nostri ricercatori. È un modello che può estendersi ad altre realtà. Il Parco Scientifico, l’Università e il turn-over aziendale, sono in grado di offrire all’industria delle biotecnologie ricercatori e tecnici ben formati in attività di laboratorio, anche non convenzionali”. “Da parte nostra – conclude Catara – ad Atlanta presenteremo il territorio, le facilitazioni, le opportunità, la posizione strategica per il bacino del Mediterraneo e soprattutto i ‘cervelli’, con la credibilità di chi da anni investe sulle biotecnologie a Catania”.