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Ricerche e nuovi studi nel Solare: centrali fotovoltaiche e a concentrazione

 

L’energia solare offre parecchi spunti di analisi e offre parecchi margini di miglioramento per studi innovativi e per le ricerche, atte a sviluppare l’utilizzo di tale fonte energetica rinnovabile e sostenibile.

La produzione di energia elettrica mediante fonti rinnovabili consente di ridurre al minimo gli sprechi energetici di fonti ad esaurimento, ma anche di ridurre in maniera sensibile le emissioni nocive nell’ambiente. Interventi di riqualificazione degli edifici sono per l’appunto orientati alla riduzione di sprechi energetici ed emissioni, ma punto focale del nostro articolo è piuttosto la capacità di sfruttare questa energia elettrica prodotta da solare mediante studi e approfondimenti.

In particolare, l’energia solare alimenta centrali di ultima generazione, in grado non solo di produrre elettricità, ma anche di raccoglierla e distribuirla. Parliamo nello specifico delle centrali solari a concentrazione e di quelle solari fotovoltaiche. Le prime sono centrali che mediante il riflesso dei raggi solari con un sistema di specchi, e concentrandoli verso un unico punto, creano calore che viene utilizzato per far girare le turbine e generare elettricità (i progressi ottenuti fin qui da Enel e da Rubbia nel ”Progetto Archimede” della centrale di Priolo ne sono un esempio lampante). Le seconde sono invece attivate mediante la tecnologia dei semiconduttori (come i pannelli fotovoltaici per uso medio piccolo e privato, ma con potenza di erogazione e produzione infinitamente maggiore): essa è costituita da un insieme di pannelli detti celle solari o celle fotovoltaiche in silicio, il quale, colpito dalle radiazioni del sole genera calore ed elettricità.

Innovazione ed energia rinnovabile: l’Italia non sfrutta i finanziamenti europei

Il nostro Paese è davvero pronto per l’innovazione? Se si guarda a come usa il finanziamento che arriva per le rinnovabili, la risposta sembrerebbe negativa. Un’indagine della Corte dei Conti dalla Comunità Europea ha sottolineato che, nonostante i molti fondi messi a disposizione, il nostro Paese non ha approfittato della grande occasione per dare una sferzata di innovazione al sistema della produzione di energia. Quello delle energie rinnovabili è un settore fondamentale oggigiorno e, in più, anche molto redditizio, dato che permette non solo di strizzare l’occhio all’ambiente, ma anche di abbattere notevolmente dei costi che sono troppo elevati e dei quali tutti si lamentano. Se questo in Italia viene ammesso in teoria, in pratica siamo molto poco attenti alla questione, lasciandoci sfuggire una grande occasione. Volendo dare qualche cifra, si pensi che il Quadro Strategico Nazionale 2007/2013 ha messo a disposizione del nostro Paese circa 4 miliardi di euro, ma di questi solo il 25% è stato sfruttato e i fondi scadranno tra un anno. Insomma, i dati parlano chiaro su quella che è la situazione in Italia. Lo dimostra anche il fatto che neppure le regioni che devono trovare un nuovo modo per rialzarsi e trovare una rinascita economica (Puglia, Campania, Calabria e Sicilia) non hanno usato che 292 milioni di euro di quanto spettava loro. Se ci si lamenta del fatto che mancano incentivi statali e sovranazionali per lo sviluppo e l’innovazione, si dovrebbe anche tenere presente che, anche quando questi esistono e sono stanziati, non vengono sfruttati.

CHU: LA RICERCA INTERNAZIONALE RISOLVERA’ IL PROBLEMA ENERGETICO

Steven Chu, Segretario del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e Premio Nobel per la Fisica, in Italia e oggi a Roma per una serie di incontri istituzionali in vista dell’apertura del G8 dell’Energia di domani, si è recato questo pomeriggio in visita al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), per un incontro con il Presidente dell’Ente, Luciano Maiani, e con un gruppo di ricercatori e dirigenti. Presso la sede del CNR, Chu ha tenuto una relazione per condividere con i colleghi gli impegnativi sforzi dell’amministrazione statunitense, dei quali egli è uno dei principali protagonisti, nella ricerca di nuove fonti energetiche e nella lotta all’inquinamento, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini del mondo.

Tra i temi toccati dal prof. Chu, la riduzione dei costi di produzione dell’energia solare, il potenziamento delle energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica, l’applicazione di sistemi costruttivi innovativi volti a una maggiore efficienza energetica e a un minore consumo, la costruzione di nuove e più efficienti batterie. Tra i molti dati esposti, quelli sul virtuoso rapporto tra investimenti in efficienza energetica e riduzione di emissioni di CO2. Riguardo la questione delle scorie nucleari, il prof. Chu ha affermato che si tratta di un “problema risolvibile”, aggiungendo che l’energia nucleare può essere una fonte pulita per soddisfare una parte del fabbisogno energetico di base.

“La scienza può e deve contribuire a risolvere le questioni economiche globali e le sfide energetiche e climatiche”, ha affermato il segretario del Dipartimento dell’Energia statunitense. “La nuova amministrazione statunitense ha scelto, in questo senso, di assumersi un profondo impegno per cercare di trovare risposte ai temi caldi del cambiamento climatico e della ricerca di una energia pulita per il futuro. Le sfide che gli scienziati hanno di fronte possono essere affrontate solo mediante la collaborazione tra Paesi. Gli Usa – ha concluso Steven Chu – stanno facendo la loro parte grazie alla decisione del Governo di Barack Obama di raddoppiare gli investimenti per la ricerca, e implementare la cooperazione tra nazioni per ottenere nuove tecnologie energetiche”.

Nell’occasione, il presidente Maiani ha illustrato le attività di ricerca svolte dall’Ente, esprimendo l’auspicio “che questa visita nel maggiore Ente di ricerca italiano apra la strada a nuove e ancor più strette forme di collaborazione tra Italia e Stati Uniti. Anche il CNR sta investendo notevoli risorse nella ricerca di fonti di energia sostenibili, estendendola grazie alla spiccata multidisciplinarietà su numerosi fronti di attività”.

Durante un colloquio, il presidente del CNR ha illustrato al prof. Chu tali attività, riscuotendo da parte del segretario del Dipartimento dell’Energia statunitense un notevole interesse. “Tra i campi su cui i ricercatori CNR stanno indagando – ha proseguito il prof. Maiani – il fotovoltaico di seconda e terza generazione, i metodi di combustione a basso impatto inquinante, la geotermia, i generatori intelligenti di luce, i nuovi materiali fotonici, le nuove celle a idrogeno e i sistemi per il sequestro e il reimpiego del carbone residuo ottenuto da consumi agricoli”.