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Il Comune di Messina: quando innovazione vuol dire anche flessibilità e risparmio

Il comune di Messina ha circa 250.000 abitanti e con le sue 13 sedi decentrate suddivise in sei circoscrizioni si estende per oltre 200 km quadrati. Ha oltre 2.000 dipendenti con all’attivo circa 1.000 postazioni di lavoro informatizzate. Le diverse sale server ospitano prevalentemente sistemi HP con macchine da rack tradizionali.

L’esigenza
Il comune voleva creare un’infrastruttura di virtual desktop che consentisse di raggiungere i seguenti obiettivi.
Ottimizzazione delle risorse: ridurre drasticamente il tempo di messa in opera di un PC cercando di evitare tutti quei fenomeni di sottoutilizzo e avendo postazioni di lavoro su misura per singolo utente o gruppi di utenti.

Flessibilità e Mobilità: nel caso in cui un PC non servisse più o se servisse più o meno potente, avere la possibilità di eliminarlo o modificarlo direttamente da una consolle centralizzata, per assegnare le risorse in maniera dinamica, svincolando l’ “user” dal proprio device.

Sicurezza: limitare fortemente le interazioni esterne (floppy, dvd, etc) riducendo drasticamente la possibilità di subire attacchi e di essere infettati, mettendo al tempo stesso l’amministratore di sistema nelle condizioni di gestire e proteggere una sola infrastruttura fisica, e non decine, se non centinaia, di sistemi remoti.

Evoluzione: eliminare i tempi morti dovuti alle esigenze di evoluzione tecnologica (una nuova versione di office, una nuova release di programma, aggiornamenti HW).

Sicurezza dei dati: avere una piattaforma che permetta di fare dei backup in modo semplice e veloce senza impattare sulla produttività degli utenti.

Ecosostenibilità consumo energetico, rumore, dissipazione calore: il comune voleva approfittare del rinnovamento tecnologico per ridurre il consumo energetico dei PC, il rumore generato dalle ventole di raffreddamento, la dissipazione di calore dei circuiti elettrici, l’ingombro fisico.

Ciclo di vita Hardware e Software: allungare il ciclo di vita delle postazioni di lavoro, slegando il ciclo di vita dell’HW da quello del SW.
La soluzione

Con la collaborazione di IBM e Ricca Srl, il comune, attraverso un bando, ha ridisegnato il proprio sistema informativo, introducendo un Cloud Privato e consolidando 120 Desktop con un solo IBM BladeCenter E con tre lame HS22 e uno storage IBM Ds 3400 collegati tramite switch FC. L’ambiente di virtualizzazione è Verde 4.5 di Virtual Bridge. Una soluzione di carattere innovativo attenta agli aspetti di Business continuity.
In aggiunta, si è voluto utilizzare Linux Ubuntu Desktop Edition come Client virtuale in modo da ridurre al massimo i costi di licenza di sistema operativo, office suite (utilizzando Open Office) ed antivirus.
Il progetto nasce con la sostituzione di 20 postazioni con dei Thin Client e l’attivazione di un server che permette il boot da rete per i PC obsoleti in modo da poter eliminare tutti i device con parti in movimento quali Floppy, Cdrom, Hardisk permettendo quindi il riuso di hardware vecchio e molte volte non funzionante.
I vantaggi
Questa soluzione IBM virtual desktop permette all’organizzazione del comune di ridurre i costi e la complessità, diminuendo i rischi per la sicurezza legati alla gestione dei desktop. L’ambiente virtuale clusterizzato assicura la continuità di servizio e permette facili e veloci backup centralizzati . L’hw IBM, proposto dal Business Parter Ricca srl di Ragusa, è espandibile fino a 14 server fisici e 4 cassetti storage in cascata e assicura la possibilità di far crescere l’infrastruttura, proteggendo gli investimenti.
Il nuovo sistema di virtual desktop permette di riutilizzare, in questa fase iniziale, circa 100 pc ormai in disuso perché obsoleti, questo grazie al fatto che la potenza elaborativa è stata spostata sui serventi e la capacità disco dei singoli pc sullo storage.

IBM e il Governo della Bulgaria collaborano per lo sviluppo delle nanoscienze

Il nuovo centro utilizzerà un sistema Blue Gene

IBM ed il governo Bulgaro hanno annunciato un progetto di collaborazione nell’area delle nanoscienze, che prevede la creazione del primo Centro di Nanotecnologia del Paese.
L’accordo intende anche promuovere nuove sinergie tra l’industria, le università e la Bulgarian Academy of Science.
Sulla base di un contratto commerciale separato, un team di consulenti IBM assisteranno il governo bulgaro nella realizzazione di una nuovo centro di ricerca che sarà dotato di equipaggiamenti all’avanguardia per esplorare e sviluppare innovazioni e nuove scoperte nell’ambito delle nanoscienze. Il nuovo laboratorio utilizzerà il sistema Blue Gene di IBM, il supercomputer più potente in Bulgaria di proprietà dell’Agenzia di Stato Bulgara per la Tecnologia dell’Informazione e le Comunicazioni.
Il Centro di Nanotecnologia bulgaro, il cui completamento è previsto per l’anno prossimo e i laboratori copriranno una superficie totale di 500 metri quadrati.

Le aree di ricerca saranno:
microfluidica e nanofluidica, per approfondire la conoscenza di cellule, tessuti e altre entità biologiche a supporto dei test di tossicità dei farmaci e dello sviluppo di nuove medicine;
– nanosistemi in ambito elettronico e sensoriale, per supportare lo sviluppo di sistemi di diagnostica, di monitoraggio ambientale (quali ‘analisi dell’inquinamento atmosferico) e di sicurezza;
– nanomateriali, substrati virtuali avanzati per semiconduttori composti che potrebbero gettare le basi per la realizzazione di circuiti elettrici in nanoscala.
La nanotecnologia è una branca delle scienze applicate, specializzata nella progettazione e controllo della struttura degli oggetti di dimensioni piccolissime, in maniera affidabile e ripetibile. Le scale di lunghezza variano da quelle atomiche a quelle microscopiche, in genere da 1 a 100 nanometri. Un nanometro equivale ad un miliardesimo di metro – circa 100.000 volte più fine di un capello umano. Si prevede che la nanotecnologia permetterà di fare importanti scoperte in molti campi tra cui quello dei materiali funzionali avanzati, la nanoelettronica, la tecnologia dell’informazione e della comunicazione , i sistemi sensoriali, la strumentazione, la sanità e le scienze della vita e l’energia. Le applicazioni nanotecnologiche nel settore energetico, ad esempio, che garantiscono un utilizzo più efficace dell’energia solare e forniscono nuovi modi di purificare o desalinizzare l’acqua, potrebbe persino contribuire a risolvere alcune tra le più grandi sfide del nostro tempo.